sabato 31 Ottobre 2020
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ANTENNA ALLA CASALINGA: la T2FD modificata

La voglia di sostituire la mia filare con classico Balun  di 37 metri sul tetto a 18 metri d’altezza nel mio condominio cittadino – che assicurava buoni segnali ma molto QRN – con un’antenna più silenziosa mi ha spinto a sperimentare qualcosa di nuovo. Su tutti i sacri testi si legge della silenziosità della T2FD ma si legge anche la classica formula per calcolarla: la lunghezza è uguale a 100/ la frequenza più bassa che scegliamo la distanza tra i 2 fili paralleli 3/ la stessa frequenza. Da un rapido calcolo si evince che l’antenna risulta voluminosa, occorre una seria di distanziatori in grado di mantenere i fili paralleli creando ingombro e peso. Per chi abita i luoghi affollati con il solito cavaliere dell’ultimo piano che accusa “problemi di ricezione alla TV” un’antenna più discreta nelle dimensioni ci assicura ascolti tranquilli. Premetto che il tutto è frutto di sperimentazione e non di particolari calcoli, i puristi avranno nel frattempo già ricevuto l’ossigeno  per i cardiopatici si chiede di non inviare fiori ma fare opere di bene. Premesso che il mio problema non era certo la mancanza di segnale visto che l’antenna si trova molto in alto ma quello di abbattere il rumore ho approntato in circa due ore di lavoro l’antenna i cui risultati mi hanno sorpreso. Assenza di rumore da 3 a 30 mhz, da 6 mhz in su l’antenna è una bomba con segnali simili o superiori alla filare di 37 metri ma con segnale 0 (zero) di rumore, da 4 ai 5 mhz i segnali sono solo leggermente inferiori alla filare ma la pulizia rende piacevole l’ascolto anche sulle bande tropicali. Sui 90 mt l’antenna risuona con segnali di circa 10 dB inferiori alla filare  ma l’assenza di qrn rende  possibile ascolti prima non fattibili. Sulle medie e sulle lunghe l’antenna è completamente sorda attenuando dai 30 ai 40 dB. Veniamo alla  costruzione : ci procuriamo 2 pezzi di vecchia piattina da 300 ohm che costituiscono l’antenna vera e propria. L’uso della piattina permette di avere i 2 fili paralleli senza dover introdurre distanziatori; ad una estremità i dei fili andranno uniti assieme e saldati avendo cura di proteggere la saldatura con silicone e collegando il tutto ad un isolatore ( fatelo come volete e con il materiale che avete a disposizione) a cui collegherete una fune isolata per ancorare il braccio dell’antenna (come avviene insomma per qualunque dipolo). L’altro estremo della piattina – diciamo i punti A ed e dello schema si collegano uno alla resistenza e l’altro ad un estremo dell’avvolgimento primario del balun. Sia la resistenza – che consiglio di montare su una basetta di plastica con dei capicorda per aumentarne la robustezza meccanica – sia il balun (anch’esso da montare su una basetta tipo millefiori per una maggiore robustezza meccanica) vengono racchiusi in una scatoletta di plastica tipo impianti per esterno di opportuna grandezza. Io ho optato – visto la fragilità della piattina –  ad una soluzione che prevede il collegamento della scatoletta centrale ad un palo (io mi sono collegato al palo della TV) con 2 semplici staffe rendendo di fatto l’antenna più robusta poiché tutto il peso è posto al centro a cui ci si collega per la discesa coassiale come da disegno allegato. Per l’altro braccio di questa T2FD modificata ci si comporta allo stesso modo. Resto a disposizione e Vi auguro buoni esperimenti. Vi consiglio di provare evitando di inveire con il sottoscritto per aver osato violare testi sacri sulle antenne e stravolto qualsiasi logica ma Vi assicuro funziona e molto bene. (A. Capra)

t2fd

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