martedì 22 Settembre 2020
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DARE UNA RADIO ALL’OPPOSIZIONE IN BIRMANIA

NON SPEGNERE I RIFLETTORI SULLA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI

Un “gemellaggio tra i media” per aprire delle radio in Birmania quali strumenti per dar voce all’opposizione. E poi un format sui diritti umani in Rai e nelle altre tv pubbliche europee per “raccontare da qui alle Olimpiadi i movimenti che lottano per i diritti umani nel mondo”. Sono le richieste di Articolo 21, presentate nella conferenza stampa a Montecitorio ‘Per non spegnere i riflettori sulla Birmania’. L’associazione di Beppe Giulietti, insieme a Cecilia Brighi, responsabile rapporti internazionali della Cisl, la nuova associazione di parlamentari Italia-Birmania (rappresentata, tra gli altri, da Margherita Boniver e dall’ex sottosegretario agli Esteri Gianni Vernetti) vogliono cosi’ tenere alta l’attenzione sul caso birmano, grazie anche alla testimonianza di Maung Maung, segretario del sindacato birmano in esilio. Il sindacalista chiede un aiuto per dare una voce libera al suo popolo, una voce da cui denunciare “il lavoro forzato, la violazione dei diritti umani da parte della giunta militare birmana”. Maug si appella all’Italia perche’ “non riconosca il risultato del referendum e delle prossime elezioni” e lo stesso faccia l’Europa e la comunita’ internazionale, anche alla luce di quanto accaduto dopo il ciclone che in maggio ha colpito la Birmania. “Quello che il mondo non sa- denuncia- e’ che gli aiuti internazionali sono fermi nella capitale”. Il governo birmano insomma “non rappresenta il popolo e non deve avere un seggio alle Nazioni Unite” e allora l’opposizione ha pronta la documentazione per denunciare la situazione alla comunita’. Ma per farlo serve una voce, che puo’ essere appunto una radio libera. (DIRE)

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