sabato 31 Ottobre 2020
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Qui Radio-Terra. Qui Soho: scoperte 1500 comete

Importanti novità da due missioni spaziali destinate allo studio del Sole. I quattro satelliti Cluster hanno permesso di capire come il nostro pianeta emette onde radio di notevole potenza. La navicella Soho rafforza il suo primato nella scoperta di comete. Radio-Terra si capta sulle frequenze tra 50 e 550 kHz, cioè in una banda compresa tra le onde lunghe e la fascia a minor frequenza delle onde medie (queste vanno da 300 a 3000 kHz). L’antenna del nostro pianeta è costituita dalle calotte di alta atmosfera ionizzata che coprono il polo Nord e il polo Sud e coincide con le regioni dove compaiono le aurore polari. Sulle frequenze tra 50 a 550 kHz la Terra è una sorgente dalla potenza paragonabile a quella di Giove. L’emissione è dovuta all’azione del vento e delle tempeste solari sull’alta atmosfera, i cui atomi di ossigeno e di azoto vengono eccitati dalle particelle ad alta energia in arrivo dal Sole, e vengono così stimolati a irradiare luce e onde radio. Dodicimila osservazioni di forti radio emissioni registrate da Cluster hanno chiarito che il fenomeno è del tutto analogo a quello che avviene su Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Il meccanismo di emissione è quello proposto una decina di anni fa da Louarn e Quéau (vedi “Geophysical Research Letters” del 9 aprile 2008). Si tratta, secondo Philippe Escoubet dell’Esa, del maggior risultato ottenuto dalla missione “Cluster”. E veniano a Soho. Un tempo tutti gli astronomi sognavano di scoprire una cometa per darle il proprio nome e diventare famosi. Certi “cacciatori di comete” sono arrivati a collezionare qualche decina di scoperte. Altri, come Charles Messier, cercando comete scoprivano oggetti celesti ben più interessanti (ammassi globulari, galassie, nebulose planetarie) e neppure se ne accorgevano, tanto erano attratti dagli astri con la coda. Bene: ormai questi scienziati appartengono a una fase eroica dell’astronomia definitivamente conclusa. La navicella Soho, progettata dall’Agenzia spaziale europea e dalla Nasa per lo studio del Sole, ha scoperto la sua millecinquecentesima cometa (vedi foto e animazione, tratti dal comunicato dell’ESA). Questo straordinario traguardo è stato raggiunto il 25 giugno. Il numero di comete scoperte grazie alla sonda europea supera il totale di tutte le comete scoperte da osservatori professionali e dilettanti nell’intera storia dell’astronomia. Povero Charles Messier! Memorabile rimane la millesima cometa scoperta per mezzo di Soho. Non solo per la cifra tonda, ma anche perché a individuarla, il 5 agosto del 2005, fu un italiano, l’astrofilo Toni Scarmato, residente a San Costantino di Briatico in Calabria (provincia di Vibo Valentia). Toni aveva già scoperto 14 comete di Soho. In meno di tre anni, ecco altre cinquecento comete smascherate dalla navicella europea. Circa l’85 per cento delle comete stanate da Soho (SOlar Heliospheric Observatory) è rappresentato da frammenti di una grande cometa disgregatasi parecchi secoli fa. Lo si deduce dalle orbite dei “pezzi” di cometa, che attualmente passano al perielio avvicinandosi fino ad appena 1,5 milioni di chilometri dalla superficie del Sole. La scoperta di comete è un gradevole effetto collaterale delle osservazioni compiute con lo strumento Lasco, uno dei dodici a bordo della navicella. Questo strumento crea le condizioni di una sorta di eclisse totale di Sole permanente, rendendo visibile la corona più esterna. Questo obiettivo si raggiunge anche grazie al fatto che Soho vede ininterrottamente il Sole in quanto orbita come un minipianeta stabilizzato in uno dei punti di Lagrange dove le attrazioni gravitazionali del Sole e della Terra si equilibrano. Diventa così possibile scorgere le comete che passano nelle vicinanze della nostra stella, normalmente invisibili perché immerse nel bagliore della luce solare. I dati vengono trasmessi alla Terra ogni 15 minuti e prontamente diffusi su Internet. E’ così che molti astrofili hanno scoperto decine di comete standosene comodamente seduti davanti al loro computer. Chi ritiene di aver individuato una cometa sulle immegini di Soho-Lasco non ha che da comunicarlo all’Osservatorio Navale Usa e precisamente a Karl Battams ( Karl.Battams@nrl.navy.mil ) che si occuperà della convalida o della smentita della scoperta. Soho è in attività da 13 anni e ha di gran lunga superato la sua vita operativa prevista. Nonostante qualche acciacco e alcune gravi crisi durante le quali si erano persi i contatti radio, promette di svolgere ancora a lungo un ottimo lavoro per lo studio della nostra stella, e non solo. (Lastampa.it)

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