sabato 31 Ottobre 2020
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I nodi al pettine dell’AIR…. si dimette il Presidente Onorario

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
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Cari amici, cari colleghi,

circa la gestione della nostra Associazione, mai avrei voluto anche solo pensare di essere costretto a vedere svilupparsi – in modo assai critico – delle dialettiche interne all’Air: non era questo lo spirito che aveva animato i suoi fondatori!  
Cioè mi rimane incomprensibile certo atteggiamento della Dirigenza, che ha dimostrato una rigidità della gestione che niente poteva giustificare.

Questo modo di fare, non solo mi ha sorpreso sfavorevolmente, ma mi ha rattristato e preoccupato.

Lo spiega, qui sotto, Manfredi Vinassa De Regny, che, con me e con altri appassionati di radio, ha fondato questa Associazione.

Negli ultimi mesi si è svolto un lodo arbitrale per dirimere, nel rispetto dello Statuto associativo e del Diritto, una diatriba che ha opposto un Socio verso il Presidente dell’Air.

La questione è stata discussa da un Collegio arbitrale composto da tre soci: ciascuno di nomina delle due parti e un terzo, (avente la caratteristica di arbitro imparziale), scelto dalle due parti nella persona di Manfredi Vinassa De Regny, per la sua indubbia integrità e per il particolare ruolo di “Presidente Onorario” dell’Associazione.

L’arbitro di parte per la nostra Associazione Air è stato nominato dal Tribunale di Roma, in modo quindi ufficiale e a riconoscimento che lavalutazione arbitrale non è sottoposta solo alla lettera dello Statuto dell’Air, ma anche alla Legge italiana.

Il Collegio arbitrale, nei modi e nei tempi previsti, ha raggiunto una decisione che, come tale, è definitiva e inappellabile.

Purtroppo, con un sorprendete atteggiamento, il Presidente della nostra Associazione ha ritenuto di ignorare le decisioni del Collegio arbitrale: infatti non ha informato nessuno della propria decisione e delle proprie motivazioni.

Questo comportamento da parte del Presidente e dei Consiglieri non si riesce a comprenderlo e suscita in noi quantomeno un momento di imbarazzo, se si pensa che non si può disconoscere come la nostra Associazione sia un Centro di interesse della comunicazione, nel senso più globale e ampio del termine.

Sono quindi molto rammaricato di dovervi inviare, qui sotto allegato, il messaggio che Manfredi Vinassa De Regny vuole inviare a tutti i soci AIR.

Grato della vostra attenzione, sarete così in grado di valutare l’accaduto e di trarne le conclusioni che vorrete.

Buoni ascolti a tutti da Piero Castagnone.

Novembre 2013

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Cari Amici, cari soci e simpatizzanti appassionati della radio.

Pensate, sono già passati ben 30 anni da quando abbiamo fondato l’AIR !
Intanto vorrei fa¬rvi avere un cordiale saluto e un ben ritrovati a tutti voi.
Mi sembra ieri, quando, con difficoltà e con molto impegno, abbiamo affrontato l’avventura della fondazione dell’AIR: è difficile immaginare quanti mezzi, tempo e risorse abbiamo messo in questa impresa! Convinti di stare facendo qualcosa di utile e necessario, in collaborazione con tanti amici, tutti accomunati da questa passione per la radio.
  Difficile immaginare, allora, che alcuni di loro ci avrebbero lasciati tanto prematuramente, lasciando in noi una vena di tristezza, ma rafforzando però il desiderio di proseguire il loro gusto per l’hobby del radioascolto e, perché no, per l’Associazione.
C’è voluto quindi tanto impegno ed è stato bello, percorrendo quella strada, avere incontrato e conosciuto tanti nuovi amici e  colleghi, che si sono man mano associati all’AIR per condividerne le sorti e spartito con noi la comune passione per il radioascolto. Un saluto soprattutto a quelli che si sono impegnati negli anni e che si sono fatti in quattro per far progredire l’associazione: grazie a tutti, siete stati bravissimi e tutti abbiamo apprezzato la vostra collaborazione.
Passando gli anni, si è trasformata anche la tecnologia, che si è evoluta, proponendo nuove soluzioni, sia per la gestione della nostra Rivista e sia per la pratica dell’hobby, che si è evoluto e modificato. Forse in parte ha perso un poco del suo fascino iniziale, ma la caccia, la ricerca e l’ascolto difficile delle stazioni lontane continua a tenere in vita questa originale attività. Il nostro hobby ha saputo adeguarsi ai nuovi tempi superando gli ostacoli che si sono presentati. Lo stesso è stato per l’AIR, che, anche se con notevoli sforzi organizzativi, sta superando le novità che si sono imposte con il rinnovamento di Radiorama e delle altre pubblicazioni.
Grazie quindi a tutti, in particolare a quelli (e sono tanti) che si sono dati da fare in tutti questi anni e in silenzio hanno lavorato, anche nell’ombra, per una Associazione che, non pare vero, ha resistito con meritevole impegno alle novità sopraggiunte.
Quindi la mia lettera vuole essere un ringraziamento in particolare per quelli che, defilati, hanno lavorato per l’Associazione: grazie, colleghi! Però la mia lettera vuole anche essere un addio a tutti voi, a quelli che credono in una certa idea di condotta, di tolleranza e di disponibilità.
Mi vedo costretto con questa mia a rassegnare le dimissioni da Presidente onorario dell’ AIR. Da parte mia non è più possibile continuare a fare, inutilmente, discorsi seri ed etici in un’ottica di correttezza come era sempre stato negli anni.
Come parte di voi già sa, sono stato chiamato dal Tribunale di Roma a ricoprire l’incarico di Presidente di un Collegio Arbitrale per dirimere una questione richiesta da un socio dell’AIR, ai sensi del nostro Statuto, nei confronti di un altro socio.
Ho presieduto quindi questo Collegio nell’istruttoria, sentendo le tesi del socio Marsiglio che aveva chiamato in causa il Presidente dell’Associazione, avvocato Giancarlo Venturi. Abbiamo approfondito con i colleghi del Collegio arbitrale tutte le tesi, che ci hanno costretto ad una fatica improba, con un dispendio di energie e di soldi, ma con assoluta imparzialità.
Quando però poi abbiamo deliberato, su indicazioni del Tribunale di Roma, di condannare e di censurare l’operato del presidente Venturi nei confronti del socio  Marsiglio, lo stesso Presidente ha ignorato la sentenza e il lodo del Collegio arbitrale: non lo ha neppure considerato.
Ecco il perché delle mie dimissioni di fronte a tanta insensibilità e sicumera, per cui ho deciso che non è più il caso di continuare a convivere in un’Associazione come la nostra. Mi piange il cuore, ma il mio ruolo in questa Associazione non ha più ragione di essere. Il mio era un ruolo “ombra”, ma avendo fondato l’AIR con altri baldi e intrepidi giovani, ora, allo stato delle cose non mi sento più partecipe.
 Grazie della vostra attenzione e buoni ascolti.

Manfredi Vinassa de Regny

20 novembre 2013

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