domenica 17 Ottobre 2021
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La PMM – Costruzioni Elettroniche, una bella storia italiana

È la piccola storia di un’azienda dell’elettronica italiana, quella nata nel lontano 1968 nel ponente ligure, quando il fondatore della società, Salvatore Nicolosi, laureato in Economia e Commercio ma soprattutto appassionato radioamatore con la sigla I1PMM, iniziò a realizzare le prime apparecchiature a radio frequenza.

Salvatore Nicolosi I1PMM

I prodotti venivano assemblati nel magazzino di casa a Diano Gorleri, in provincia di Imperia, e marchiati, appunto, PMM. Iniziò costruendo con le sue mani filtri ed amplificatori d’antenna, che pubblicizzava sulle riviste del settore radioamatoriale e che riscossero subito largo consenso, tanto da consentirgli l’assunzione dei primi due dipendenti. Gli ordini aumentavano e l’intraprendente Nicolosi decise di costruire una sede più adatta allo sviluppo dell’azienda.

Lo stabilimento venne costruito in quella che sarebbe diventata, per lunghi anni, la sede della PMM – Costruzioni Elettroniche S.n.c., in Regione Carenda di Rapalline a Campochiesa d’Albenga (SV), con attorno un ettaro di giardino coltivato a rose dalla signora Rosalba.

Il trasferimento si compì nel 1971, dando ulteriore slancio all’attività, con la progettazione e costruzione dei primi ricetrasmettitori. Un modello curioso da citare è il RT 2Z 144 MHz 10 W del 1971, apparso a più riprese in vari film polizieschi all’italiana dell’epoca. E poi un altro, l’anno successivo, il glorioso ‘Mac Carenda’, ricetrasmettitore per la Banda Cittadina che celava, nel nome alla scozzese di moda tra gli apparati dell’epoca, l’indirizzo della PMM.

A metà degli anni settanta, il vulcanico e lungimirante Nicolosi decise di cambiare settore produttivo, dedicandosi interamente al nascente fenomeno delle radio libere commerciali a modulazione di frequenza. Molto noti e diffusi furono gli impianti broadcasting FM marchiati PMM che comprendevano dai trasmettitori, agli amplificatori con le potenti valvole 3CX10000, alle antenne.

Fu un successo enorme per la piccola azienda, vera mosca bianca dell’elettronica nella zona, al punto da sfornare, nel periodo tra il 1975 e il 1980, un migliaio di trasmettitori l’anno (ed altrettanti amplificatori di potenza ed antenne).

Il culmine di questa attività fu raggiunto nel 1980, quando PMM ottenne l’omologazione dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni del trasmettitore mod. 2016, e successivamente, nel 1984, del mod. 3015 belgique, dalle Poste e Telecomunicazioni del Belgio.

E neppure questi successi frenarono lo spirito innovativo del vulcanico Nicolosi che seppe intuire, in largo anticipo, la crescita del settore della limitazione dei radiodisturbi. Nel giardino della sede di Albenga realizzò, così, un “OATS” (Open Area Test Site) ovvero un sito all’aperto per prove di emissione ed immunità radiate, a 3 e 10 metri.

Nel 1980 PMM ottenne la qualifica di Centro di taratura SIT n.08 (primo Centro SIT privato in Italia) per le grandezze: Tensione, Frequenza e Potenza a Radio Frequenza. Da qui la produzione si concentrò, a mano a mano, prevalentemente sui ricevitori di misura per la compatibilità elettromagnetica (EMC). È da ricordare l’ottimo analizzatore di spettro PMM 8500A che mandava in pensione il primo modello, denominato 2025.

Nel frattempo Nicolosi si separa dalla signora Rosalba e insieme decidono di vendere la ditta. Dal 1989 al 1992 il proprietario è la Vianello di Milano e PMM apre nella città meneghina un proprio ufficio vendite, sotto la direzione del compianto Stelvio Pistolato. Poi dal 1992 una nuova proprietà, più intraprendente, rilancia lo sviluppo della PMM come azienda leader nel settore EMC, raggiungendo importanti risultati e traguardi quasi inimmaginabili.

Le stelle di questi anni di grande successo commerciale sono i ricevitori di misura, tra cui i modelli PMM 8010 per i disturbi condotti e PMM 8030 per quelli irradiati, il cui progetto porta la firma di Mauro Isetta che, non a caso, i colleghi chiamano con ammirazione “guru”.

Mauro Isetta è anche l’artefice del misuratore di campo PMM 8053, altro fiore all’occhiello dell’azienda, che ha visto nelle misure di inquinamento elettromagnetico e della sicurezza ambientale, un altro importante settore di lavoro. Per chi non lo sapesse, il PMM 8053 è l’apparecchio spesso usato da Capitan Ventosa, dal suo team e dal Gabibbo, nel famoso telegiornale satirico Striscia la notizia, per scovare fonti di disturbi radioelettrici.

PMM è un marchio molto noto tra gli appassionati di radio, sia per gli antichi apparati dedicati ai radioamatori e CB, che per la produzione professionale nell’ambito broadcasting. Molti tra i protagonisti di questa storia, ad aver contribuito al successo dell’azienda, sono radioamatori o comunque grandissimi appassionati di radio. Con gli incarichi più diversi, dall’impiegato al tecnico, dall’esperto di misure al manager, non si possono non citare il compianto Tonino De Lorenzo (IK1BPF), Domenico Festa (IZ2GAQ), Silvano Moreno (I1WSM), Livio Siri (IK1HSL), Gino Spallaccia, Alessandro Rizzi (IW1RCU).

Nel 2001 la PMM viene acquisita dall’importante gruppo americano Narda, che nel contempo entra a far parte della multinazionale L3-Harris… ma questa è storia di oggi.

Alessandro Torrini

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