mercoledì 17 Agosto 2022
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SPINTEROMETRO SEMPLICE O A PALLINA

Uno scaricatore a scintilla, nella sua forma più semplice, consiste di due sbarre metalliche, disposte in modo che lo spazio fra le loro estremità affacciate possa essere regolato con grande precisione. E’ importante che lo spinterometro non si riscaldi, per evitare la formazione dell’arco voltaico e per tale ragione si dà agli elettrodi, fra i quali avviene la scarica, una superficie piuttosto ampia e spesso si provvedono anche di alette irradiatrici di calore.

Un soffio di aria convogliato attraverso lo spinterometro aiuta inoltre notevolmente il processo di ricarica del condensatore, in quanto che l’aria ionizzata, alla quale si deve il potere conduttore dello spazio spinterometrico, viene da esso rimossa.

La superficie degli elettrodi, là dove avviene la scarica, si ossida: se gli elettrodi sono di zinco o di magnesio, l’ossido si forma lentamente e presto scompare, per modo che non riesca dannoso al regolare funzionamento dello spinterometro stesso.

Negli elettrodi costituiti da altri metalli, l’ossidazione è notevole ed è così rapida da rendere il funzionamento dello spinterometro instabile ed irregolare, necessitando di frequente pulizia e regolazione.

In un condensatore la quantità di elettricità accumulata sulle armature ad ogni carica è proporzionale alla tensione applicata, e questa si può regolare allungando o accorciando lo spazio spinterometrico, in modo da realizzare, al principio della scarica del condensatore un conveniente valore di tensione. La lunghezza dello spazio spinterometrico da usare dipende: dalla tensione che il trasformatore è capace di produrre, dalla rigidità del dielettrico che costituisce lo spazio spinterometrico o distanza di esplosione e dal fatto che, per avere dei segnali intellegibili, la scintilla di scarica deve avvenire ad intervalli regolari di tempo. Se lo spazio spinterometrico è troppo lungo, le scariche non avvengono o si hanno solo ad intervalli irregolari, e il condensatore di scarica può subire delle avarie. Se lo spazio è troppo corto, può facilmente formarsi l’arco e quindi, gli elettrodi sono soggetti a deteriorarsi rapidamente. La formazione dell’arco produce un corto circuito dell’avvolgimento secondario del trasformatore elevatore di tensione e le notevolissime correnti che in tale caso passano attraverso lo spinterometro, interferiscono con le oscillazioni ad alta frequenza. L’arco ha un colore giallastro e si distingue facilmente dal bianco bluastro delle scintille che si hanno durante il normale funzionamento.

Con uno spazio spinterometrico troppo corto, anche se non ha luogo la formazione dell’arco, si ha una forte diminuzione di tensione ai capi dello spinterometro e di conseguenza una riduzione di potenza e di portata della trasmissione. La lunghezza più conveniente dello spazio spinterometrico per un funzionamento regolare, si può praticamente determinare per tentativi…..

Aggiungo che, per cronaca, la distanza spinterometrica degli spinterometri della stazione di POLDHU all’epoca del primo tentativo di trasmissione transoceanica era di ben 50 centimetri, con una corrente di aereo di TRECENTOTRENTA AMPERE!‼

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