giovedì 6 Ottobre 2022
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SPINTEROMETRI ROTANTI

Lo spinterometro rotante è costituito da un disco, munito di denti o punte sporgenti, che si muove fra due elettrodi fissi.
La scintilla scocca tra uno degli elettrodi fissi ed una delle punte in movimento; la corrente attraversa il disco rotante e, dopo avere superato lo spazio spinterometrico corrispondente dall’altro lato del disco, si scarica sull’elettrodo fisso opposto.
Il numero di scintille al secondo è in tal modo definito dalla velocità del disco , che è azionato da un motore sia esso elettrico che di altro tipo; cosicché è possibile trasmettere segnali di una nota piuttosto acuta.
Uno dei vantaggi dell’uso di spinterometri rotanti e quello di impedire la formazione dell’arco voltaico per effetto del suo rapido movimento, della ventilazione che produce e perché gli elettrodi che si presentano alternativamente negli spazi spinterometrici, hanno tempo di raffreddarsi negli intervalli di pausa.
Nel caso di uno spinterometro rotante detto sincrono, la velocità di rotazione del disco è tale che le punte si affacciano agli elettrodi fissi nel momento esatto in cui la tensione tra le armature del condensatore raggiunge il suo massimo valore positivo e negativo alternati. Avremo così che 500 periodi produrranno mille scariche al secondo. Il succedersi delle scariche ad intervalli fissi regolarizza la trasmissione e dà origine ad un suono di nota musicale pura, che si rende riconoscibile anche tra molte interferenze di altre stazioni trasmettenti.
Il sincronismo si ottiene calettando l’elemento rotante dello spinterometro sullo stesso asse del generatore che fornisce la tensione di alimentazione. Uno spinterometro rotante in cui questo tipo di costruzione non sia adottata, si definisce “ asincrono “.


SPINTEROMETRO ROTANTE PRIMO TIPO

SPINTEROMETRO ROTANTE SECONDO TIPO 

Tentativi fatti per ottenere una nota acuta, usando tensione di alimentazione a 60 periodi . per mezzo di uno spinterometro sincrono capace di dare esattamente sei scintille ad ogni semiperiodo, non hanno dato risultati soddisfacenti in quanto che la tensione applicata non ha lo stesso valore nei vari istanti in cui si producono le scintille e la nota prodotta, pur essendo acuta, non è affatto musicale ma stridula e di frequenza musicale instabile.
Si è trovato assai più vantaggioso, in tal caso, ricorrere ad uno spinterometro asincrono che produca un gran numero di scariche al secondo, in istanti qualunque del periodo e provvedere a correggere in parte l’irregolarità con cui le scintille si susseguono, per mezzo di opportuni strumenti (reostati, resistenze e condensatori di scarica e carica).
Si ha così un suono di nota non esattamente musicale ma tuttavia acuta e stabile. Lo spinterometro asincrono si usa quindi solo nel caso in cui si disponga di una frequenza di alimentazione non superiore ai 60 periodi al secondo. Nei moderni impianti si evitano però frequenze di questo ordine, e la frequenza normalmente adottata è quella di 500 periodi al secondo, con decisa tendenza a raggiungere frequenze nell’ordine di 900 e più periodi al secondo.
Lo spinterometro semplice non ricorre che nei complessi di minima potenza; di norma si impiegano spinterometri a scintilla strappata o rotanti. Nello spinterometro semplice, infatti, non si ottiene una buona disionizzazione dell’intervallo spinterometrico che permetta la ricarica del condensatore ed è quasi impossibile impedire la formazione dell’arco quando sia notevole la potenza mesa in gioco, vieppiù quando è richiesto un gran numero di scintille al secondo.
In confronto allo spinterometro a scintilla strappata, quello rotante incontra meno favore perché è assai rumoroso. Sugli aeroplani l’impiego dello spinterometro rotante azionato da un piccolo motore a vento presenta lo svantaggio che la nota emessa varia col variare della velocità, della rotta dell’aeromobile ed anche in condizioni di volo con vento contrario…..

(Paolo Pierelli)

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